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Storia cambio automatico: come nasce e quando

La storia del cambio automatico iniziò negli anni ’30. Nel 1931 l’Ingegnere italiano Elio Trenta, residente a Città della Pieve, presentò un’invenzione chiamata Cambio Automatico progressivo di velocità. Il Brevetto di tale invenzione venne registrato in Italia nel 1931 (il brevetto venne rilasciato dal Ministero delle Corporazioni – Ufficio delle proprietà intellettuali, con il numero 298415).

Storia cambio automatico: dalla Fiat alla Oldsmobile

L’ingegnere, quindi, andò a presentare la sua invenzione alla FIAT. Dopo Test e Prove, l’azienda decise di scartare il progetto. Due erano le ragioni di tale scelta: la riduzione delle prestazioni velocistiche dell’auto e l’aumento dei consumi.

In particolare, la perdita di prestazioni era un aspetto sentito a quell’epoca in Italia. Tutte le case automobilistiche, infatti, lavoravano in una costante battaglia per la velocità.

Il brevetto venne, dunque, ceduto ad una casa automobilistica americana chiamata “OLDSMOBILE” nel 1938. Nel 1940 l’azienda presentò un’intera gamma di autovetture equipaggiate con il sistema “Hydradrive” derivato dallo sviluppo del Progetto di Elio Trenta.

Popolarità del cambio automatico negli USA

Oggi negli Stati Uniti, oltre il 90% delle automobili in circolazione ha una forma di cambio automatico. Qui, infatti, la conformazione delle strade è molto adatta all’utilizzo di questo tipo di cambio.

I modelli Oldsmobile del 1940 furono i primi veicoli a permettere agli automobilisti l’utilizzo del cambio automatico. Esso era chiamato Hydra-matic, a quattro rapporti e senza frizione. Su questi modelli l’opzione cambio automatico era offerta a soli 57$. Negli anni cinquanta Oldsmobile produsse milioni di automobili con utilizzo del cambio automatico. Negli Stati Uniti era davvero diventato popolare.

Gli anni ’80: quinta marcia e convertitore di coppia

La storia cambio automatico ebbe un’evoluzione negli anni ottanta. Il primo salto tecnologico fu l‘introduzione della quinta marcia. Questa migliorava il rendimento energetico dei cambi idraulici nei lunghi viaggi. In più, ci fu un altro miglioramento notevole con l’introduzione del convertitore di coppia a frizione (TCC o Lockup torque converter). Il sistema consiste nell’abbinare al convertitore di coppia una frizione comandata da un elettromagnete. Questa è in grado di connettere direttamente l’ingresso con l’uscita quando determinato dal computer di bordo. Nell’utilizzo del cambio automatico, eliminando gli attriti del fluido nel convertitore di coppia a velocità elevate, c’è ulteriore risparmio di carburante.

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